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BluBluBlu: il fascino di una quiete diversa alla Milan Design Week 2026
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Niccolò Lissoni | niccolissoni
Le installazioni diventano sempre più immersive, le narrazioni più elaborate; eppure, in molti casi, poco rimane dopo l'impatto iniziale: un'immagine, un colore, un gesto. Raramente un'idea duratura.
Ad ogni edizione della Milano Design Week riaffiora la stessa domanda:
Quanto di ciò che vediamo è veramente design, e quanto è semplicemente rumore visivo?
La collezione BluBluBlu di Promemoria e Bottega Ghianda si inserisce in questo discorso con proposte particolari e una visione unica.
L’Anno del blu
La collezione 2026 ruota attorno a una premessa semplice: il blu non è una tendenza, ma un concetto: dai toni pallidi del cielo a tonalità più profonde, quasi lacustri, il blu diventa un mezzo attraverso il quale lo spazio viene rallentato e riproporzionato.
La sobrietà è più di una scelta: è espressione della volontà di posizionarsi diversamente in un contesto generale in cui il design è spesso guidato dall'obiettivo di stupire in modo immediato. Un approccio più contemplativo, che riecheggia l’idea di emozioni che prendono forma nel e col passare del tempo, introduce un sottile ma importante cambiamento:
Il design è qualcosa da vivere, non solo da consumare.
Tra oggetto e architettura
Uno degli aspetti più rilevanti della collezione Blu risiede nel trattamento degli arredi non come pezzi isolati, ma come micro-architetture.
Delfi, per esempio, è un mobile concepito come “spazio nello spazio”, strutturato come un portale che incornicia un volume sospeso. Non è un semplice elemento di contenimento: è un dispositivo spaziale che definisce le gerarchie all'interno della stanza.
Allo stesso modo, il tavolo da pranzo Adone, con la sua base scultorea generata attraverso geometrie ad incastro, trasforma il legno in una materia plastica, quasi fluida. Il risultato non è solo un tavolo, ma un gesto strutturale che bilancia massa e leggerezza.
Questo approccio riflette un principio più ampio:
Gli oggetti non riempiono lo spazio: lo costruiscono.
Movimento, trasformazione, scopo
Un altro tema fondamentale dell’intera collezione è il movimento inteso come fluidità funzionale. Il tavolo Zazà introduce vassoi girevoli in pelle, trasformando un oggetto statico in un elemento interattivo. Anche Ovidio, nella sua duplice interpretazione — in legno o completamente rivestito — richiama l’idea di identità mutevoli attraverso l'espressione materica.
L’artigianalità è fondamento, non decorazione
L’artigianalità non è intesa come puro e semplice ornamento. Le impiallacciature di legno stratificate vengono fresate per creare profondità oltre che motivi; la pelle non è solo applicata, ma contribuisce a definire i volumi.
Ciò è particolarmente evidente in pezzi come Partenope, dove lo schienale in bronzo diventa una struttura quasi organica, corallina; Lucemuta, sviluppato con SO-LE Studio e Maria Sole Ferragamo, dove la luce viene filtrata attraverso la materia; e Atena, dove la pelle è trattata con una tecnica a bassorilievo.
La collaborazione come dialogo culturale
La collezione vanta anche una serie di collaborazioni che vanno oltre la semplice idea di variazione stilistica.
Marcel Wolterinck introduce sensibilità e sobrietà nordeuropee, particolarmente visibili nella collezione Laren, dove linee pulite incontrano la densità dei materiali italiani. Queste collaborazioni aiutano a posizionare l’artigianato italiano all'interno di un contesto internazionale più ampio. Esse riflettono un modello in cui l’eccellenza locale viene preservata, le sensibilità globali vengono integrate e il design diventa una piattaforma di traduzione culturale.
Una forma lenta di innovazione
Se c’è un aspetto unificante nella collezione BluBluBlu, è il suo ritmo: non c'è fretta di stupire, non c'è bisogno di dichiarare l'innovazione attraverso l'eccesso. Questo non rende la collezione meno contemporanea: al contrario, la posiziona al di fuori dei cicli dell’obsolescenza immediata.
Quando l’intensità della Milano Design Week sfuma, la maggior parte delle installazioni scompare e molti oggetti perdono la loro rilevanza. Nel caso di BluBluBlu, ciò che resta non è solo memoria visiva, ma una metodologia:
Il design è radicato nella materia.
Gli oggetti sono concepiti come architettura.
L'artigianato è fondamento, non ornamento.
L'innovazione si misura attraverso l'uso.
In un momento in cui il design oscilla spesso tra spettacolo e astrazione, questo approccio suggerisce una direzione più silenziosa e duratura, ma non per questo meno ambiziosa.
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